ven
23
gen
2009
ACCORDO SEPARATO SULLA RIFORMA DEGLI ASSETTI CONTRATTUALI
Ieri, sulla base dell'incontro con il Governo, Epifani aveva detto che se il testo di riforma del modello contrattuale non fosse stato modificabile non ci sarebbe stato l'accordo della CGIL,
perché "il livello nazionale di contrattazione non recupererà mai l'inflazione reale" e peraltro con il testo elaborato "non si allarga davvero il secondo livello" di contrattazione. Epifani
aveva anche aggiunto che, mentre la derogabilità "diventa un principio generale, la bilateralità si allarga a compiti impropri e crea una casta".
Poche ore dopo è arrivata la firma dell'accordo.
Questo significa che il Governo, ben conoscendo le posizioni della CGIL, ha forzato per raggiungere un accordo separato sapendo che la CGIL non lo avrebbe sottoscritto. Una forzatura che la CGIL
interpreta come conseguenza alle dure critiche che il sindacato aveva riservato al pacchetto anticrisi.
Dice Epifani: "E' incredibile che un governo non riesce a dare risposte sugli ammortizzatori, non fa sostegno fiscale a consumi e imprese, non ha uno straccio di idea di politica industriale,
perché non bastano gli ammortizzatori se non hai un piano su come fare per l'auto, il mezzogiorno e la chimica".
La CGIL preferisce "mantenere una linea di rigore e di serietà. Un Paese che affronta una crisi ha bisogno di unità: non si può chiedere il coraggio a quelli che hanno sempre pagato il prezzo più
grande. Non si può chiedere responsabilità quando non si è responsabili di fronte alla portata di questa crisi". Per questa ragione, insiste il leader della CGIL, "noi preferiamo mantenere una
linea di rigore e di serietà".
Il testo che la CGIL non ha sottoscritto era da bocciare per i seguenti motivi:
- il contratto nazionale non sarà mai in grado di assicurare il recupero del potere d'acquisto;
- non c'è nessuna distinzione di qualificazione del secondo livello di contrattazione. Siamo in presenza di una proposta che per il primo livello abbassa strutturalmente le retribuzioni dei lavoratori e nel secondo livello non fa quell'operazione di estensione e di qualificazione della quale c'è bisogno;
- si introduce il tema della deroga al contratto nazionale;
- si definiscono delle linee guida che fanno riferimento ad altre linee guida, ovvero si sta creando una trattativa burocratica un po' strana che genererà tante linee guida per i settori ed al termine produrrà i contratti di lavoro. Questo non semplifica e non snellisca, ma renda molto più complicato.
Con questo modello contrattuale si crea una procedura burocratica che, a fronte di un obiettivo che dovrebbe essere quello di un contratto che "semplifica e snellisce", disegna un modello che
rende "più complicato l'esercizio del potere contrattuale".
"Per questa ragione, tanto più in assenza di una politica fiscale di sostegno ai redditi di lavoro dipendente, sottoscrivere quell'intesa vuol dire nella sostanza rendere la dinamica delle
retribuzioni e le politiche di efficienza e produttività del secondo livello non corrispondenti ai bisogni dei lavoratori e delle imprese".
Sulla crisi il leader della CGIL esprime "delusione perché abbiamo bisogno che il Governo faccia in fretta sulle risorse e per le tutele legate ad ammortizzatori sociali, perché più passa il
tempo più i precari perdono lavoro e restano senza sostegno". L'impossibilità di chiudere oggi sugli ammortizzatori sociali, secondo Epifani, dipende "non tanto dalle regioni, quanto dal fatto
che se anche il governo non mette le risorse aggiuntive non si esce dal problema".
Per leggere il testo che la CGIL non ha sottoscritto
Video tratto da la7.it

