sab
07
nov
2009
L'IMPERO GASTRONOMICO MODENESE SI SFALDA DOPO LE GRANDI CESSIONI
di Stefano Santachiara - da "il Fatto Quotidiano" del 7/11/2009
Fini: la recessione del tortellino
Trentaquattro dipendenti non sono tornati al lavoro dopo le ferie, tortellini e insaccati sono stati sparecchiati tre settimane fa. A 97 anni dalla nascita della salumeria di nonno Telesforo,
Anna Maria e Vittorio Fini hanno chiuso un pezzo di storia culinaria modenese e italiana: il ristorante di famiglia e l’hotel San Francesco. E gli altri sessanta lavoratori del gruppo, di fronte
a bilanci rossi come il Lambrusco, non possono non essere allarmati. I debiti con le banche oggi pesano più delle cinque stelle della guida Michelin e dell’eccellenza di sapori che ha solcato due
guerre mondiali e tre generazioni, deliziando i palati di Anna Magnani e Ingrid Bergman, di Tazio Nuvolari e Manuel Fangio, degli amici Enzo Ferrari e Luciano Pavarotti. Con il Tenorissimo e la
Casa di Maranello, l’impero del dietologo Giorgio Fini ben rappresentava il modello emiliano capace di coniugare crescita economica e coesione sociale, genuinità del prodotto e fatturati a 10
zeri. Dalle lezioni negli Stati Uniti sulla sfoglia dei tortellini delle rezdore modenesi, ai servizi offerti negli alberghi e nelle stazioni autostradali.
Il simbolo dell’inizio della decadenza, alla fine degli anni Ottanta, fu la vendita dell’azienda alimentare alla multinazionale Kraft e la diversificazione degli investimenti, soprattutto
nell’edilizia. La produzione è passata a Malgara, che ha spezzettato l’azienda vendendo il marchio dei salumi a Negroni e la pasta fresca a fondi di investimento di Louis Vuitton prima e di
Palladin poi. La nuova proprietà, esposta per oltre 50 milioni di euro con banche e fornitori, in maggio ha chiuso lo storico stabilimento di Albareto, in cui venivano utilizzati solo 4 mila
metri quadri su 400 mila a costi d’affitto esorbitanti, e 40 operai tra pochi mesi termineranno la cassa integrazione straordinaria. Il lento declino ha colpito anche le imprese degli eredi Fini:
il commendator Vittorio, già presidente di Confindustria Modena, nel 2007 ha venduto il “Fini fast” dei grill al gruppo Sarno, mentre la società Hrf della sorella Anna Maria negli ultimi cinque
anni ha chiuso con una perdita superiore al 20 per cento del fatturato, investendo nell’hotel Baia del Re, prima di suddividere le attività in tre aziende per rinegoziare il leasing: la Marea Srl
che controlla il nuovo albergo, la Mia 5 (quello sulla via Emilia) e la Hrf che comprende salumeria, ristorante e hotel San Francesco con annessa amministrazione. “L’attività non ha mai
conosciuto un vero calo – spiega Stefania Ferrari, funzionario della Filcams Cgil – i motivi della crisi sono da ricercare nelle operazioni finanziarie e in una gestione poco oculata. Basta
ricordare la spesa altissima per cambiare un sistema di prenotazioni già all’avanguardia o gli 800 mila euro annui pagati per la locazione di un albergo con 30 camere. I proprietari
dell’immobile, fra l’altro risultano essere Vittorio Fini e alcuni istituti di credito”. A fine luglio, un giorno prima delle ferie, Hrf ha annunciato la chiusura e la procedura di mobilità per
41 lavoratori: “Non senza difficoltà – spiegano al sindacato – siamo riusciti a sottoscrivere l’accordo per la cassa integrazione in deroga (ammortizzatori sociali erogati dalla regione) e
l’assunzione di sette dipendenti presso gli altri due hotel. Ma il clima è diventato pesante anche per chi ha conservato il posto: questi lavoratori hanno sempre avuto un grande orgoglio
aziendale, alcuni camerieri prestano servizio qui da vent’anni e ora si sentono delusi e spiazzati”. In estate hanno distribuito tortellini moldavi al consiglio provinciale invitando i politici
“all’ultima cena” nello storico ristorante. Naturalmente non s’è visto nessuno ma il presidente della provincia Emilio Sabattini ha garantito la presenza alla “prossima riapertura”. Che purtroppo
non c’è stata: nelle scorse settimane i tavoli erano occupati da sindacalisti, pool di avvocati, consulenti e rappresentanti societari che il 19 ottobre hanno decretato la chiusura.
Fonte: antefatto.it

