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16

nov

2009

IMOLA CITTA' D'ARTE: BOCCIATURA DELLE PARTI SOCIALI

Esercenti e sindacati bocciano le aperture domenicali. Il progetto della giunta Manca per rilanciare il commercio non passa l'esame

IMOLA - "L'ottimismo è il sale della vita" diceva il poeta romagnolo Tonino Guerra, l'ottimismo è l'antidoto alla crisi, ha ribadito il sindaco Daniele Manca scopiazzando il premier Berlusconi nel tentativo di convincere associazioni commercianti, consumatori, cooperative, sindacati e grande distribuzione della bontà del progetto comunale "Imola Città d'Arte". Il tentativo, purtroppo - nonostante la perorazione del primo cittadino alla 'vogliamose bene e facciamo squadra' è andato storto.

L'incontro con le associazioni - il primo nell'ambito del procedimento di concertazione avviato il 28 ottobre scorso dalla giunta - si è concluso con una fumata nera. Il progetto studiato dall'amministrazione non ha suscitato gli entusiasmi sperati ma, più che altro, ha generato dubbi e perplessità. L'idea della giunta Manca è tanto semplice, quanto spinosa: "Unire la rete commerciale del territorio - grande e piccola distribuzione - e rafforzare la promozione degli eventi organizzati in città per reagire alla crisi economica e turistica dalla quale Imola non è certo immune. Come farlo? Semplice, facendo entrare tutta Imola - centro storico e periferia - nel circuito delle "Città d'Arte". Una manovra che consentirebbe agli esercenti di decidere orari di apertura e di chiusura, potendo derogare all'obbligo di chiusura domenicale e festiva. Insomma, una liberalizzazione che è anche una mezza rivoluzione. Una patata bollente che, nonostante l'appello del sindaco "a superare le antiche discussioni e rivalità tra centro storico e centri commerciali", finisce proprio per arenarsi tra le secche dell'annosa battaglia tra iper e botteghe. La candidatura imolese, soprattutto per le ricadute che il progetto avrà sui dipendenti del settore commercio, non piace ai sindacati di categoria, divide le associazioni degli esercenti. Tifosissime dell'idea di Manca&Co. solamente le cooperative.

Sindacati contro
Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Ugl, pur apprezzando finalità e obiettivi del progetto, non ne condividono i le strategie: "Non sempre le aperture generalizzate significano miglioramento economico per le imprese - sottolinea Malgara Cappelli della Cisl - spesso è il contrario". Parere negativo anche dalla Cgil: "Non  farebbe altro - spiega Sonia Bracone - che peggiorare le condizioni già precarie dei lavoratori del settore, privi di adeguate tutele soprattutto all'interno della grande distribuzione". Più possibilista l'Ugl: "Il progetto è in parte condivisibile - afferma Canella - ma rischia di creare più problemi che vantaggi ai dipendenti del settore".

Confesercenti critica, Ascom dubbiosa
"Come Confesercenti - afferma Enzo Scardovi - riteniamo che il riconoscimento di Città d'Arte per Imola sia necessario per tutto l'anno ma solo per il centro storico. "Le aperture in deroga sono già sufficienti - commenta Franco Tonelli di Ascom - anche perché il prolungare i giorni di apertura non fa aumentare i consumi, si rischia invece di spalmare lo stesso incasso su più giorni. Detto questo - continua Tonelli - apprezziamo l'intenzione della giunta di rilanciare l'appeal complessivo della città attraverso azioni di marketing innovative e siamo pronti al confronto, ma non possiamo aderire alla proposta".

Qualche applauso dalle coop
"Progetto da condividere in toto, una sfida da cogliere" - apprezza Bettini di Confcooperative al quale fa eco il collega di Legacoop Sangiorgi: "Questo è un punto di partenza, un'opportunità da non lasciarsi scappare". Meno entusiasta Loreti di Nordiconad: "Sì allo status di Città d'Arte, ma solo per il centro storico, è difficile produrre aperture su 50 domeniche l'anno in un momento di crisi".

Le grande distribuzione approva
"Il progetto ci può convincere solamente nel caso tutti facciano la propria parte - afferma Ricciardi del Centro Leonaro - come un centro commerciale investe per promuoversi, altrettanto deve fare il territorio che lo ospita". "Auspico - commenta Alberto Foiera di Comet - che l'iniziativa ci aiuti a mantenere almeno quello che abbiamo".

15 Novembre 2009


Fonte: romagnanoi.it

 

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