mer
18
nov
2009
IMOLA CITTA' D'ARTE: CGIL E CISL CONTESTANO QUESTA IPOTESI
Cgil e Cisl contestano "le deroghe liberiste. Si colpiscono i lavoratori senza strumenti per contenere gli orari"
IMOLA - I sindacati tornano a ribadire il loro "no" all'istituzione di "Imola Città d'arte". La delibera che prevede la liberalizzazione delle aperture domenicali dei negozi sarà approvata domani
in Consiglio comunale. Dubbi e critiche sono arrivate dalle associazioni dei commercianti, soprattutto sulla scelta di allargare il perimetro fuori dal centro storico. Qualche plauso è arrivato
invece da coop e grande distribuzione.
Netta contrarietà invece da Fisascat-Cisl e Filcams-Cgil. "Il privilegio (le aperture domenicali liberalizzate) di cui non si può usufruire per un attributo riconosciuto all'origine, si cerca di
ottenerlo a posteriori sfruttando l'esistenza di manifestazioni culturali che già portano numerose aperture in deroga" scrivono in una nota Silvia Pergola e Sonia Bracone.
"Oppure, sostenendo la nascita di nuove aree commerciali che si porranno in evidente concorrenza con i grandi centri già esistenti o con i negozi del centro storico". E qui il riferimento va alla
Fucina. "Il riconoscimento di Imola come città d'arte produrrebbe l'unico effetto di liberalizzare gli orari commerciali consentendo ai negozi di tenere aperto la domenica, nei giorni festivi e
persino in orario notturno" aggiungono. "Le deroghe iper-liberiste colpiscono indiscriminatamente i lavoratori del commercio, non tenendo conto che una volta ottenuto il riconoscimento di 'città
d'arte' non esistono strumenti tecnici per contenere o monitorare le aperture in deroga".
Secondo i sindacati, "sarebbe più opportuno creare servizi adeguati quando ci sono i flussi turistici legati ad eventi particolari", dal momento che "non necessariamente ad ulteriori aperture
corrisponde un maggior guadagno". I sindacati chiedono "un piano finalizzato ad assumere impegni concreti riferiti al contenimento delle aperture in deroga", "fatti concreti e non enunciazioni di
principio attraverso un tavolo di concertazione che è stato sì attivato, ma precisando il suo mero valore consultivo, evidenziando quindi l'intento di procedere comunque con il progetto
presentato, quasi 'autoproclamandosi' città d'arte".
17 Novembre 2009
Fonte: romagnanoi.it

