mar
08
dic
2009
LE MOTIVAZIONI AL NO A IMOLA CITTA' D'ARTE
COMUNICATO STAMPA
In occasione del Tavolo di concertazione promosso dal Comune di Imola in data 10 novembre 2009, le Organizzazioni Sindacali di categoria Fisascat-CISL e Filcams- CGIL, hanno espresso il loro
parere negativo e palesato le loro motivazioni a giustificazione della contrarietà al riconoscimento di Imola come città d’arte.
In quel contesto il Sindaco Daniele Manca e l’Assessore Monica Campagnoli hanno illustrato il progetto da presentare alla Regione E.R. ai fini dell’inserimento di Imola nell’elenco delle Città
d’arte.
Con ferma decisione le OO.SS. presenti, hanno espresso la loro contrarietà a quella che, ancora una volta, rappresenta una manovra per aggirare una normativa (il c.d. Decreto Bersani) che prevede
la possibilità di derogare al limite delle otto domeniche di apertura solo alle città d’arte e ai comuni riconosciuti come “ad economia prevalentemente turistica”.
Ergo: il privilegio di cui non si può usufruire per un attributo riconosciuto ab origine, si cerca di ottenerlo a posteriori sfruttando l’esistenza di manifestazioni culturali, che già portano a
numerose aperture in deroga, o sostenendo la nascita di nuove aree commerciali che si porranno in evidente concorrenza con i grandi centri già esistenti o con i piccoli e caratteristici negozi
del centro storico. Tale riconoscimento produrrebbe l’unico effetto di liberalizzare gli orari commerciali consentendo ai negozi di tenere aperto la domenica, nei giorni festivi e persino in
orario notturno.
Scavalcando la stessa legge nazionale, le deroghe iper-liberiste colpiscono indiscriminatamente i lavoratori, le lavoratrici e gli operatori del commercio, non tenendo conto che, una volta
ottenuto il riconoscimento di “ città d’arte” non esistono strumenti tecnici (contrattazione aziendale e/o territoriale) atti a contenere o monitorare le aperture in deroga e, quindi, idonei a
salvaguardare anche i tempi di vita dei tanti lavoratori interessati.
Come rappresentanti sindacali dei lavoratori dei settori del Commercio e Turismo abbiamo richiamato l’attenzione dell’Amministrazione Comunale sul fatto che sarebbe più opportuno creare servizi
adeguati quando ci sono i flussi turistici legati ad eventi particolari.
Altro aspetto che preoccupa fortemente i sindacati, è la forte crisi economica che ha investito gli esercizi commerciali e anche la ristorazione. Non necessariamente ad ulteriori aperture
corrisponde un maggior guadagno che, quantomeno, sia in grado di coprire il maggior costo; già oggi, stante la minor disponibilità alla spesa da parte dell’utenza in generale, molti piccoli
esercizi hanno ritenuto di non usufruire della possibilità di apertura in deroga in occasione del Baccanale.
A testimonianza delle nostre perplessità e degli aspetti critici sollevati al tavolo di concertazione, siamo a ribadire all'Amministrazione Comunale la necessità di costruire un piano
concertativo finalizzato ad assumere impegni concreti riferiti al contenimento delle aperture in deroga e all’attivazione per una politica di reale tutela dei tempi di vita della città, dei
lavoratori e delle lavoratrici dei settori interessati.
In sostanza, al di là dei convegni, delle dichiarazioni pubbliche, delle buone maniere, chiediamo fatti concreti e non enunciazioni di principio attraverso un tavolo di concertazione che è stato
si attivato, ma precisando il suo mero valore consultivo evidenziando quindi l’intento di procedere comunque con il progetto presentato, quasi “autoproclamandosi” città d’arte.
Ribadiamo quindi il nostro parere negativo al progetto di Imola città d’arte e il nostro impegno per la salvaguardia dei posti di lavoro, per le condizioni di lavoro dei dipendenti dei settori
Turismo-Commercio e Servizi, nonché la nostra volontà di vigilare sulla corretta applicazione degli accordi nazionali e territoriali, per il rispetto delle norme sulla sicurezza, per la
valorizzazione delle risorse umane e per la buona occupazione.
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Fisascat Cisl Imola Silvia Pergola |
Filcams Cgil Imola Sonia Bracone |

