Contratto Separato > Nostra intervista a Franco Martini sul contratto separato del commercio

Franco Martini Segretario generale filcams

Il collettivo di contrattoseparato.com ha intervistato il Segretario Generale della Filcams CGIL Franco Martini. Lo ringraziamo per la grande disponibilità dimostrata in un momento così complesso per la nostra categoria.

Gli abbiamo chiesto alcune considerazioni sul contratto separato del commercio, ma non solo. Ne risulta un ragionamento molto più ampio sulle prospettive e sulle azioni della nostra categoria.

Roma, 31 Ottobre 2008

 

contrattoseparato.com

La stampa e la televisione non hanno mai dato ampio risalto alla vertenza del rinnovo del contratto, sia nella fase di trattativa, sia nella fase di firma separata dell'accordo. L'informazione sulla situazione creatasi quindi è stata veicolata solo tramite le assemblee dei lavoratori, laddove siamo presenti, e di conseguenza non ha interessato sicuramente la stragrande maggioranza degli italiani. In questo contesto anche il sito della Filcams nazionale www.filcams.it mostra grosse lacune dando poco rilievo allo sciopero del 14 e 15 novembre e costringendo gli utenti a tortuosi percorsi per trovare la notizia della manifestazione che terremo a Roma. In pratica ci auto-condanniamo a rendere scarsamente visibile la nostra iniziativa.

Quali sono le tue idee e proposte per rilanciare anche una campagna informativa sulle nostre iniziative?

Franco Martini

Innanzitutto, vorrei nuovamente ringraziarvi per il contributo che state dando, attraverso il sito www.contrattoseparato.com, ad una corretta informazione sulle vicende che hanno portato all’accordo separato per il rinnovo del Ccnl di settore, che la Filcams ha giudicato grave nel metodo e nel merito.
In effetti, il tema della comunicazione ha sempre rappresentato un limite dell’azione sindacale. Nel nostro caso, il problema è ancora più consistente, poiché, la stampa e l’informazione generale tendono a rappresentare le vicende sindacali attraverso gli stereotipi classici, della grande fabbrica manifatturiera o, più recentemente, grazie al contributo del Ministro Brunetta, dell’impiego pubblico. Categorie come quelle del terziario, della distribuzione e dei servizi, vengono relegati nella sfera dell’anonimato, riservato a quei fenomeni più recenti dello sviluppo, che tardano ad essere compresi da chi osserva le evoluzioni contemporanee del mondo del lavoro.
L’appuntamento del 15 novembre dovrà rappresentare un banco di prova della capacità del nostro sindacato di categoria, di sfidare questa cortina di silenzio e disinformazione. Già nei prossimi giorni il sito Filcams si occuperà con più attenzione dell’iniziativa in programma. La stessa Segreteria Nazionale sta discutendo della necessità di dedicare al tema della comunicazione un investimento nuovo, che contribuisca a socializzare e rendere ancor più di dominio pubblico le problematiche del settore, che vanno ben oltre la stessa vicenda contrattuale.

 

contrattoseparato.com

La firma separata sull'accordo per il rinnovo del contratto del commercio può essere letta come prova generale di quanto si potrebbe delineare nella vertenza sul rinnovo del modello contrattuale. Però a fianco di situazioni analoghe a quelle che stiamo vivendo noi si sta organizzando un'azione unitaria, pensiamo ad esempio alla scuola.
A vedere il bicchiere mezzo pieno si potrebbe dire che questo potrebbe avere influssi positivi anche nella nostra vicenda; a vedere il bicchiere mezzo vuoto si potrebbe dire che corriamo il rischio che altre vicende, certamente molto importanti, "coprano" la nostra situazione facendola passare in secondo piano e poi nel dimenticatoio.

Tu cosa ne pensi?

Franco Martini

Purtroppo, con il passare dei giorni, il quadro dei rapporti unitari si va progressivamente deteriorando. Proprio in queste ore si è consumata l’ennesima frattura nel contratto dei pubblici dipendenti e bisogna solo sperare che questo esito non si verifichi anche sulle vicende legate alla scuola, nonostante l’imponente manifestazione del 30 ottobre. Lo stesso confronto sulla riforma del modello contrattuale sembra inesorabilmente destinato ad uno sbocco di nuova divisione sindacale. Non è la Cgil a fomentare la divisione, che per i lavoratori rappresenta solo una cattiva notizia. Il nostro sindacato, come peraltro la stessa vicenda dell’accordo separato del terziario dimostra, ha mantenuto un ancoraggio forte con le piattaforme unitarie, elaborate nei mesi scorsi. Evidente, a partire dal contratto che ci riguarda, si è voluto fare scelte diverse, dovute a letture diverse della crisi, dei rapporti col quadro politico, delle stesse funzioni del sindacalismo confederale. Non v’è dubbio che la crisi ha accentuato le divaricazioni politiche e culturali tra le tre confederazioni sindacali. E’ un brutto momento per la nostra storia e dobbiamo sapere che ogni rottura consumata allontanerà la soluzione dei problemi delle persone che rappresentiamo. Per questo sarebbe interesse di tutti fermare questa deriva e riflettere, con grande spirito autocritico.

 

contrattoseparato.com

Detto che la situazione è complessa e difficile, va anche detto che lo sciopero e la manifestazione del 15 Novembre 2008 non potranno da sole risolvere il problema. Sarà quindi necessario produrre un'azione uniforme su tutto il suolo nazionale e procedere operando sul secondo livello per modificare nelle aziende gli elementi peggiorativi dell'accordo nazionale. A Modena abbiamo sottoscritto in tal senso un accordo correttivo che riguarda una cooperativa operante nei territori di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

Che cosa ci puoi dire al proposito? Che notizie hai da tutta Italia?

Franco Martini

La nostra linea è proprio questa, affidare alla contrattazione di secondo livello il compito di recuperare il vulnus prodotto dall’accordo separato. Per adesso, le notizie non sono delle migliori, si sono realizzati accordi separati in alcune province, i cui contenuti presentano soluzioni assurde, come, ad esempio, il ricorso al part time per 4 ore settimanali. Sembra di assistere al “SuperMarket della destrutturazione”… Spero solo prevalga il buon senso e si possa arrestare questa pericolosa deriva, che non porta nulla di buono per la parte più debole dei lavoratori che vorremmo rappresentare. In questo senso, sono da apprezzare le iniziative territoriali che possano porre un argine a tale deriva, come le iniziative realizzate in Emilia.

 

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L'accordo separato del commercio introduce di fatto l'obbligo al lavoro domenicale. Il tema del lavoro domenicale è assai controverso e spesso anche all'interno della nostra Confederazione viene percepito come uno scontro di interessi tra le legittime necessità dei lavoratori/consumatori e le rigidità dei lavoratori del commercio. Secondo noi ovviamente la questione non può essere posta in questo modo, ma deve essere necessario scindere il lavoro domenicale inutile dal lavoro domenicale utile. E' certamente una sfida culturale che dobbiamo affrontare e che troppo spesso ci vede costretti a battaglie di retrovia. In questo l'accordo separato non ci aiuta.

Cosa ne pensi?

Franco Martini

Innanzitutto, è sbagliato concentrare tutta l’analisi sul lavoro domenicale. Quello è la punta dell’Iceberg. In realtà, il vero obiettivo è la mano libera delle aziende sull’intera organizzazione del lavoro e, dunque, l’indebolimento della contrattazione aziendale e di secondo livello in generale.
Sul lavoro domenicale esiste un deficit di riflessione ed iniziativa generale che vada oltre i compiti del sindacato. Non è accettabile scaricare sui dipendenti delle aziende del commercio un problema che ha dimensioni sociali e culturali più ampie. Da questo punto di vista, è veramente penoso assistere ad una competizione al ribasso, tra istituzioni locali che fanno a gara a chi liberalizza di più, a partire da quelle di centro sinistra. Noi non viviamo più nel mondo dei dogmi, quindi, abbiamo un approccio laico al tema del lavoro domenicale. Ma è veramente paradossale che si discuta tanto del lavoro domenicale dei dipendenti del commercio e per nulla di quale sia l’offerta civile, sociale e culturale, che renda il consumo domenicale un complemento e non l’alternativa unica ai processi di aggregazione sociale. Questo deve essere il terreno di iniziativa principale che la Filcams dovrà mettere in campo nei prossimi mesi.

 

contrattoseparato.com

L'accordo separato introduce anche un elemento di penalizzazione per i giovani apprendisti che, a parità di salario, sono costretti a lavorare più ore. Si crea di fatto una situazione che spesso i media ci imputano come degenerazione dell'azione sindacale: il sindacato tutela gli anziani e non fa nulla per i giovani.

Posto che la Filcams non ha firmato questo accordo anche per questi motivi, quali sono secondo te le azioni e le idee che possono aiutarci a recuperare credibilità ed unità di intenti anche con le nuove generazioni?

Franco Martini

Tanto per cominciare, la pretesa di risparmiare “quattro soldi” sacrificando diritti degli apprendisti la dice lunga sul corto respiro delle imprese del settore. Come si può pensare di vincere la sfida della competizione globale risparmiando sui permessi degli apprendisti, quando il problema è la qualità della rete distributiva e degli stessi prodotti? Esiste una ipocrisia diffusa, che attraversa imprese, istituzioni ed anche parte dei sindacati. Si parla tanto dell’assenza di futuro per le giovani generazioni e poi, anche sulle cose più piccole, che assumono tuttavia valore simbolico, si cede alle visioni strategiche più miope, come quella, appunto, di scaricare sui più deboli i costi della competizione. Molti si sono chiesti come sia possibile che la Filcams non firmi un Ccnl per via degli apprendisti?! Chi pone questa domanda dovrebbe sottoporsi ad una “analisi del sangue”, per verificare il tasso di corporativismo, o meglio, la misura con la quale si guarda sempre verso i settori più forti della forza lavoro organizzata! E’ proprio il caso di dire “da che pulpito vengono le prediche”, sul tema del lavoro domenicale….

 

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Nel confronto con i lavoratori che ci sono più vicini, e che legano un possibile peggioramento delle proprie condizioni di lavoro all'accordo separato, risulta sempre più difficile far comprendere che le controparti restano CONFCOMMERCIO e CONFESERCENTI, e non Fisascat e Uiltucs. Sappiamo che come segreteria nazionale avete avviato un percorso che punta alla ricomposizione unitaria.

Ci puoi dire quali sono le prospettive reali e ragionevoli di questa iniziativa?

Franco Martini

Il peggioramento progressivo del quadro unitario non aiuta la ricomposizione in categoria. Di questo bisogna essere pienamente consapevoli. La Filcams resterà sempre unitaria, ma l’unità non dipende solo da noi, bisogna perseguirla tutti quanti. Temo che non sia una condizione della stagione sindacale attuale. E’ vero che i rapporti, anche personali, nei territori, hanno conosciuto una nuova fase di tensione. Tuttavia, noi insisteremo fino alla fine, perché non esiste una prospettiva di divisione che faccia di più gli interessi dei lavoratori. Ma neanche rinunceremo a rappresentare le nostre ragioni, decisamente unitarie, ai lavoratori, con i quali continueremo a rapportarci.

 

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L'accordo separato sottoscritto anche da CONFESERCENTI è stata la classica doccia fredda perché questa organizzazione ha contraddetto i contenuti della trattativa che ha portato avanti per 18 mesi, sposando integralmente le tesi di CONFCOMMERCIO. Di fatto ha, in modo opportunista, "evitato" due scioperi, ma alla fine della fiera si è autocondannata alla subalternità a CONFCOMMERCIO ed ha sottoscritto un contratto fotocopia.

Che credibilità potrà avere per il futuro una controparte, pure importante in diverse regioni italiane, che ha deciso di procedere in questo modo? E non volendo semplificare ad un unico contratto nazionale del commercio, perché non valutare l'opportunità di aprire anche ad altre controparti per la stesura di un contratto nazionale?

Franco Martini

Confesercenti ha fatto scelte legittime, dal suo punto di vista, ma che la allontana dalla tradizione da noi conosciuta. Del resto, non è da oggi che tale processo è in corso. Il vero problema, non per Confesercenti, ma per tutte le associazioni, è quello della rappresentanza reale, tema non solo sindacale, ma ancor più datoriale. Oggi, Confesercenti si dichiara disponibile a recuperare il vulnus del contratto separato, anche distinguendosi da Confcommercio. Si tratta di metterla alla prova. Certamente, in regioni particolari, come l’Emilia, la Toscana ed altre ancora, noi non risparmieremo questa associazione dalla nostra iniziativa di mobilitazione. Ma con l’obiettivo di riportarla su un terreno di più moderne relazioni sindacali.

 

contrattoseparato.com

L'attuale crisi genera paura del futuro nei cittadini. Gli effetti nei luoghi di lavoro sono sempre più spesso dello stesso segno, con la paura diffusa di perdere il posto. Dobbiamo tenere presente che nella stragrande maggioranza del nostro settore i lavoratori hanno come ammortizzatori sociali la sola disoccupazione e l'iscrizione alle liste di mobilità. La conseguenza è che spesso i lavoratori sono disposti a comprimere i propri diritti pur di mantenere il posto di lavoro. Questo, oltre a generare un "cattivo lavoro", inevitabilmente limita anche la partecipazione dei lavoratori alle nostre iniziative. E' quindi fondamentale trovare una sintesi progettuale ben ancorata alle esigenze ed aspettative dei lavoratori per dare loro il senso di un'azione concreta e tangibile che possa portare a risultati positivi anche nel breve periodo.

Quali sono le tue idee e le tue considerazioni in merito?

Franco Martini

I lavoratori del nostro settore vivono la crisi nel duplice aspetto, di cittadini consumatori e di lavoratori del “settore dei consumi”. Avranno, dunque, meno soldi per consumare e pagheranno le spese del fatto che la minore disponibilità al consumo li renderà fragili nella difesa del proprio posto di lavoro. Da un lato, occorre rivendicare l’universalità degli strumenti di difesa e di sostegno ai redditi da lavoro; dall’altro, sviluppare una forte iniziativa sulle politiche di settore, improntate alla qualità. Da quanti anni non si discute della rete distributiva, da quanti anni non si discute della politica del turismo, per non parlare dei servizi alle persone? Questa sarà la politica Filcams dei prossimi mesi, per dimostrare che un settore come il nostro può rappresentare una opportunità per lo sviluppo generale dell’economia, ed al tempo stesso promuovere un’idea di settore dove non siano i disvalori a prevalere. Può esservi un consumo qualificato, come può esservi il consumismo sfrenato. Questa differenza non è indifferente per la qualità del lavoro, per i diritti, per la crescita economica. Su questo terreno lanceremo la sfida a tutti coloro che “separando” la Filcams dal contratto, hanno creduto di rendere più semplice la riproposizione di vecchie ricette, ormai dimostratesi inefficaci per vincere le sfide moderne, vissute anche nel settore della distribuzione.