Contratto Separato > Nostra intervista a Guglielmo Epifani sul contratto separato del commercio (e dintorni)

guglielmo epifani

Il collettivo di contrattoseparato.com ha intervistato il Segretario Generale della CGIL Guglielmo Epifani che ringraziamo per la grande disponibilità dimostrata in un momento così complesso per la nostra organizzazione.

Gli abbiamo chiesto alcune considerazioni sul contratto separato del commercio, ma come ovvio, data la cronaca di questi giorni, le risposte abbracciano un più vasto contesto.

Roma, 2 Ottobre 2008

 

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La storia delle relazioni sindacali nel commercio ha tradizioni unitarie lunghissime e consolidate. Nonostante questo il CCNL del commercio è stato sottoscritto solo da Fisascat e Uiltucs in un momento in cui CGIL, CISL e UIL stanno presentando al governo ed alle controparti le piattaforme unitarie sulla difesa del reddito dei lavoratori e pensionati e sulla riforma del modello contrattuale. Che peso avrà questa situazione nei rapporti con CISL e UIL e sul tavolo delle trattative nazionali?

Guglielmo Epifani

E’ riscontrabile di sicuro una contraddizione tra la fase di presentazione della Piattaforma unitaria su Contrattazione e Rappresentanza e la firma separata di CISL e UIL di categoria per il comparto del Terziario. Tuttavia, pur nella gravità della situazione, abbiamo lavorato affinché non si allargasse la divisione unitaria. Il successivo e diverso giudizio delle organizzazioni sindacali di fronte al Documento di Confindustria sulla Riforma Contrattuale è dovuto a ragioni di merito e in particolare al fatto che non si possa correre il rischio di programmare la riduzione dei salari reali delle lavoratrici e lavoratori così come gli imprenditori propongono. Ma anche su questa difficoltà intersindacale noi non smetteremo di lavorare per attestarci tutti sullo spirito e la lettera delle intese unitarie

 

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L'accordo separato del commercio introduce di fatto l'obbligo al lavoro domenicale. Questo è un tema assai controverso e che spesso i mass media propongono come uno scontro di interessi tra le legittime necessità dei consumatori/aziende e le rigidità dei sindacati e dei lavoratori del commercio. Secondo noi ovviamente la questione non può essere posta in questo modo, ma è certamente una sfida culturale che dobbiamo affrontare. Cosa ne pensi?

Guglielmo Epifani

Siamo da tempo in presenza di cambiamenti dell’organizzazione del lavoro che nel caso del terziario riflettono cambiamenti anche dei modelli di consumo, dei tempi, dell’organizzazione della società. Si tratta certamente di sfide culturali ma con la precisazione che non sono solo e sempre trasformazioni spontanee quanto anche modelli e stili che si cerca di imporre con grandi investimenti multinazionali nel territorio. Come conciliare esigenze diverse? A nostro avviso confrontandosi a livello aziendale senza modelli rigidi imposti a livello nazionale come avvenuto per l’accordo raggiunto con la Cooperazione. Perché, domando, non si vuole utilizzare la contrattazione aziendale proprio nei casi in cui essa è necessaria?

 

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Altro tema controverso dell'accordo separato è il peggioramento delle condizioni degli apprendisti che, a parità di salario, lavoreranno più ore. Quali implicazioni ravvedi in questa scelta di CISL e UIL in un momento in cui il sindacato viene sempre più spesso accusato di non saper più parlare ai giovani?

Guglielmo Epifani

Quello dell’apprendistato è uno dei temi di regressione e arretramento che il governo pone al sindacato. All’opposto nella precedente legislatura abbiamo esteso i diritti per gli apprendisti (come la malattia) e resa più equa tutta la parte contributiva. Per questo ritengo un errore la scelta di CISL e UIL del settore e penso che bisogna riprendere la parte migliore del lavoro che abbiamo compiuto precedentemente. Del resto quello della formazione in generale per i giovani e, in questo caso di quella al lavoro, costituisce uno dei grandi temi sociali di questa legislatura come anche le manifestazioni del 27 hanno rappresentato.

 

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Sul salario Fisascat e Uiltucs vantano che con l'accordo da loro sottoscritto il recupero del potere di acquisto va oltre l'inflazione programmata, pur sapendo tutti i limiti e la scarsa attendibilità del valore a cui ci riferiamo. Questo può essere davvero un punto di vanto per le organizzazioni che hanno sottoscritto l'accordo?

Guglielmo Epifani

L’inflazione programmata (e anche un suo scostamento) non è un tema spendibile e a chi intende farlo porgo i miei migliori auguri. La vicenda del Terziario segnala la necessità di non accumulare ritardi nei rinnovi. Della insufficienza delle indennità di vacanza contrattuale che pur vengono riproposte dagli imprenditori.

 

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Nella piattaforma sulla riforma del modello contrattuale e nei regolamenti unitari per lo sviluppo della vertenza contrattuale si scrive che qualsiasi accordo collettivo debba essere sottoposto a consultazione certificata di tutti i lavoratori. Ad oggi Fisascat e Uiltucs non hanno acconsentito ad una consultazione unitaria dei lavoratori del commercio. Cosa pensi di queste scelte?

Guglielmo Epifani

Quello della Rappresentanza, della verifica dei mandati contrattuali, della approvazione democratica degli accordi non è più un tema rinviabile nel confronto tra le parti. Concordare, ammesso che ci si riesca, su una serie di temi di merito, tralasciando questo punto non sarebbe giusto. La vicenda Alitalia, oltre a quella del commercio, sono lì a ricordarcelo.

 

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Infine qualche considerazione sulla stampa. Una vicenda che riguarda più di 2 milioni di lavoratori, che si è sviluppata per 19 mesi nel corso dei quali sono stati proclamati 3 scioperi e che ha prodotto un accordo separato non ha avuto particolari attenzioni dai media. Qual è il tuo commento?

Guglielmo Epifani

Quello dei Media è uno dei grandi temi della democrazia italiana. E quello del lavoro lo è ugualmente. E’ un fatto che l’informazione sul lavoro e sul sindacato spesso è, nel migliore dei casi, disattenta e superficiale; nel peggiore, piena di pregiudizi. Senza disconoscere il ritardo che ancora abbiamo nell’imporre il tema del lavoro e del suo riconoscimento sociale voglio anche ricordare gli sforzi che stiamo facendo come CGIL per aggiornare e adeguare la nostra comunicazione a partire dal Portale, a Rassegna Sindacale, alla Web Radio. Bisogna anche però notare che l’informazione e la comunicazione stanno cambiando e Internet e la Rete sono una componente importante di questo cambiamento, dentro al quale stiamo cercando di collocare la nostra organizzazione e della quale anche il vostro sito e questa intervista costituiscono una piccola ma felice testimonianza.