News > 11 dicembre 2009: scioperi e mobilitazione CGIL Emilia Romagna
CGIL, L'EMILIA ROMAGNA SI MOBILITA PER NON PAGARE LA CRISI
20mila a Bologna (foto)
10mila a Reggio Emilia (foto)
5mila a Modena (foto)
Grande adesione agli Scioperi Generali Provinciali: 20mila a Bologna, 10mila a Reggio Emilia e 5mila a Modena
Giornata di grande mobilitazione oggi in Emilia Romagna, indetta dalla CGIL per denunciare i pesanti effetti della crisi sui lavoratori. In miglia hanno aderito agli scioperi generali provinciali
indetti a Bologna, a Modena e a Reggio Emilia e, altrettanti, hanno partecipato alle iniziative che hanno coinvolto, oltre quelle su citate, diverse città della regione.
Secondo dati diffusi oggi dalla piazza romana - lì dove si è svolta la manifestazione nazionale della FLC e interregionale della FP - in 20mila hanno aderito alla sciopero di Bologna, 10mila a
Reggio Emilia e 5mila a Modena. Al corteo bolognese, che ha sfilato tra le vie del centro partendo da Piazza Roosevelt per poi concludersi in piazza Verdi, nel quartiere
universitario, hanno aderito lavoratori delle istituzioni pubbliche, della scuola, dell’Università, della Ricerca, delle Poste e dello spettacolo. In testa al fiume di persone che hanno invaso le
vie di Bologna lo striscione: "CGIL sciopero generale contro la crisi: più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti”.
Per il sindacato è un successo: “Più di 20mila persone - ha scandito dal palco il segretario generale della Camera del lavoro, Cesare Melloni - hanno sfilato oggi a Bologna in occasione dello
sciopero generale della CGIL”. Il numero uno della Camera del Lavoro bolognese ha sottolineato l’importanza di aver portato a manifestare tanti lavoratori che subiscono in questi tempi la Cassa
integrazione. “La manifestazione ha avuto un grande successo - ha sostenuto Melloni - quando c’è dispersione è più difficile per il sindacato organizzare”.
Problemi sottolineati anche dal numero uno della FIOM, Bruno Papignani. “La difficoltà - ha detto - non è che la gente non è d'accordo con lo sciopero, ma recuperare lavoratori che sono sempre a
casa”, ad esempio quelli di aziende come la Reiner e la Giuliani, pure presenti coi loro cartelli. Il segretario confederale, Fulvio Fammoni, ha – dopo gli attacchi di ieri del premier alle
istituzioni democratiche – citato dal palco di Piazza Roosevelt il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un grazie da parte del sindacato, ha detto Fammoni, “per quello che sta facendo
a difesa della democrazia in questo paese”, altro tema centrale della manifestazione di questa mattina.
A Reggio Emilia, in occasione dello sciopero generale di 4 ore proclamato dalla CGIL, si è svolta questa mattina una colorata, affollata e partecipata manifestazione. Un lungo
corteo ha percorso le vie del centro, passando davanti alla sede di Confindustria, del Comune, concludendosi davanti alla Prefettura, dove si sono svolti i comizi finali. Diversi gli striscioni
che hanno caratterizzato la manifestazione: tre grandi buste paga sono state appese nei tre luoghi attraversati dal corteo, riproducendo la retribuzione di un lavoratore in cassa integrazione a
zero ore (739 euro al mese, con la scritta “Chi paga la crisi?”). Un lungo striscione portato a mano da diversi manifestanti riproduceva la scritta: “Non siamo esuberi ma persone con diritto ad
un futuro”. Diecimila i partecipanti, secondo le stime della Camera del Lavoro.
Tantissimi gli striscioni di realtà aziendali ed Enti presenti al corteo così come è buona l’adesione allo sciopero in tutti i settori coinvolti dalla mobilitazione provinciale. Davanti alla
Prefettura di Reggio Emilia - che si è trasformata in una improvvisata piazza, raggiunta dal lunghissimo corteo - si sono svolti gli interventi conclusivi. Il Segretario generale della
Camera del Lavoro Mirto Bassoli ha ricordato: “Di fonte ad un quadro della crisi che fa emergere una vera e propria emergenza occupazionale, con 21mila disoccupati e 31mila lavoratori
complessivamente coinvolti dagli ammortizzatori sociali, il primo obiettivo che indichiamo per la giornata di oggi è un secco no ai licenziamenti collettivi e la pretesa che si utilizzino in modo
virtuoso e solidale gli ammortizzatori sociali, per proteggere il lavoro dentro le aziende, evitando che questa crisi economica si trasformi in un dramma sociale”.
Ha concluso la manifestazione Paola Agnello Modica, segretaria nazionale CGIL, che ha insistito sull’impegno nel fronteggiare la crisi e nel difendere le istituzioni democratiche del paese: “La
CGIL continuerà a lottare per una uscita in positivo dalla crisi e quindi per ridare centralità e dignità al lavoro – ha detto Agnello -. Ciò è possibile nell’ambito di una piena democrazia e per
questo la CGIL continua a difendere la Carta costituzionale dai gravi attacchi anche di queste ultime ore. Democrazia nel Paese, democrazia nel lavoro”.
A Modena una delegazione guidata dalla segretaria confederale della CGIL, Susanna Camusso e dal responsabile provinciale Donato Pivanti, ha incontrato il sindaco Giorgio Pighi.
Argomento i tagli della prossima finanziaria alle risorse per i contratti di lavoro e per i bilanci degli enti locali. Nel corso dell’incontro si è convenuto sulla necessità di esercitare la
massima pressione possibile sul governo affinché applichi misure concrete contro la crisi a livello nazionale ed allo stesso tempo consenta ai comuni di avere le risorse necessarie a rispondere
alle esigenze dei cittadini ed in particolare delle famiglie più in difficoltà. Infine, nelle altre città della regione: a Parma si è discusso della crisi in un'assemblea alla camera del lavoro,
a Rimini, Ferrara, Forlì, Cesena Ravenna e Imola ci sono stati presidi e volantinaggi.
11/12/2009
Fonte: cgil.it
NON SI VIVE SENZA REDDITO O CON 700 EURO AL MESE!!!
- NO ai licenziamenti - SI’ all’estensione degli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori, anche i precari
- NO agli accordi separati - SI’ al rifinanziamento e al raddoppio del periodo di erogazione delle tutele sociali
- NO allo sfascio di scuola pubblica, università, ricerca, AFAM e del lavoro pubblico - SI’ all’esercizio della democrazia sindacale: ai lavoratori il diritto di voto sui rappresentanti, piattaforme e accordi
- NO allo smantellamento dello stato sociale - SI’ al rinnovo dei contratti di lavoro scaduti
- NO alla continua perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni - SI’ ad un’istruzione pubblica che garantisca il diritto allo studio per tutti
- NO alla precarizzazione del lavoro - SI’ alla riduzione dell’IRPEF su salari e pensioni
- NO alla finanziaria del Governo che NON affronta la crisi - SI’ a un ulteriore impegno delle istituzioni locali, anche attraverso il superamento del patto di stabilità, per combattere la crisi, favorire la ripresa e lo sviluppo del territorio
- NO a considerare gli anziani un costo per la società - SI’ all’estensione della 14^ e alla rivalutazione delle pensioni
- NO al reato di clandestinità - SI’ a politiche di vera integrazione
Vedi anche
- iniziative in Emilia Romagna
- sciopero a Bologna
- sciopero a Modena
- sciopero a Reggio Emilia
