News > Ammortizzatori sociali in deroga in Emilia Romagna: il patto dell'8 maggio 2009
"Un vero e proprio patto sociale per attraversare la crisi": è così che il segretario generale Cgil Emilia Romagna Danilo Barbi definisce l'accordo siglato l'8 maggio scorso tra Regione
Emilia-Romagna, associazioni degli enti locali Upi e Anci regionali, organizzazioni sindacali e associazioni degli imprenditori, ad eccezione di Confindustria. Il patto mette in campo strumenti nuovi
per gestire una crisi inedita e gravissima, che coinvolge tutta l'economia mondiale e che tocca pesantemente l'economia italiana e quella dell'Emilia-Romagna.
E' un accordo che vale 520 milioni di euro, destinati agli ammortizzatori sociali cosiddetti in deroga, ovvero a tutela di quei lavoratori che per le regole vigenti non hanno diritto al sostegno
della cassa integrazione: nelle imprese con meno di 15 dipendenti, nelle cooperative, nei servizi, logistica e facchinaggio, nel commercio e nell'artigianato. Anche a loro, per almeno due anni, viene
allargato l'ombrello della cig. Le risorse a disposizione (due terzi dallo Stato, più 140 milioni dalla Regione Emilia Romagna) derivano dall'intesa Stato-Regioni su questo punto. Ma l'accordo
regionale travalica l'ambito della deroga e attiva un sistema di gestione più ampio di tutti gli strumenti già in vigore nelle altre imprese: cassa integrazione ordinaria e straordinaria e mobilità
(regolati dalla legge 223). Con un obiettivo su tutti: salvaguardare la base produttiva e l'occupazione, imprese e lavoro, che significa chiaro e tondo evitare i licenziamenti. Il testo dunque
impegna le istituzioni, le associazioni imprenditoriali firmatarie e i sindacati a praticare soluzioni condivise anche nel caso del ricorso a procedure di mobilità, escludendo comunque iniziative
unilaterali di licenziamento collettivo. E su questa base, definita con chiarezza nella premessa del documento, vengono individuati indirizzi, criteri e modalità di applicazione. In questi aspetti
sta la novità più significativa dell'accordo regionale concluso in Emilia Romagna, rispetto a quelli finora firmati nelle altre regioni, che intervengono solo nel campo degli ammortizzatori in
deroga. Lo sottolinea con forza Danilo Barbi. "Abbiamo scelto di allargare il raggio d'azione dell'accordo – spiega il leader della Cgil regionale – occupandoci insieme degli ammortizzatori "vecchi"
già in vigore e di quelli "nuovi" in deroga, definendo per entrambi un sistema di contrattazione e criteri di gestione che favoriscano il mantenimento dei posti di lavoro sia nelle grandi che nelle
piccole imprese. Un uso degli ammortizzatori quindi che eviti le sospensioni di attività e promuova invece le riduzioni d'orario e l'allungamento della durata del sostegno al reddito. Con queste
caratteristiche, l'intesa dell'Emilia Romagna riveste per la Cgil un valore nazionale: si tratta di pratiche concrete per preservare lavoro, capacità professionali e produttive, per spendere in modo
contrattato le risorse derivanti dall'intesa Governo Regioni, per l'integrazione al reddito dei lavoratori oggi scoperti, per rendere concreto l'impegno, contenuto nell'accordo, a evitare
licenziamenti unilaterali."
Oltre a dare risposte anche alla platea dei lavoratori finora senza la tutela degli ammortizzatori sociali, l'accordo apre la possibilità di allungare il periodo della cassa integrazione
straordinaria, sulla base di intese sindacali in azienda e ai tavoli istituzionali (provinciali e regionale); avvia una procedura condivisa tra Regione e Province per l'esame delle richieste di cassa
integrazione straordinaria e mobilità nelle aziende pluriprovinciali o superiori a 250 addetti con stabilimenti in una sola provincia, che dovranno però rendere conto della "comprovata necessità" di
realizzare processi di ristrutturazione e riorganizzazione; garantisce rapidità e semplicità degli interventi anche attraverso i pagamenti diretti da parte dell'Inps.
A livello regionale saranno attivati appositi programmi di politiche attive del lavoro per la riqualificazione dei lavoratori sospesi o licenziati a seguito di crisi in modo da favorirne il
ricollocamento occupazionale. E per contrastare il ricorso al lavoro sommerso dei migranti non comunitari che perdono il lavoro e sono a rischio di espulsione, a causa dell'attuale incivile normativa
sui permessi di soggiorno, la Regione e le parti sociali si attivano a cercare tutte le misure per la loro ricollocazione attraverso la formazione e gli ammortizzatori sociali. Tutto questo nella
cornice delle azioni che la Regione ha delineato nei suoi programmi per l'innovazione, la ricerca, la formazione, il sostegno al credito in tutti i settori.
Mayda Guerzoni
Fonte: CGIL Emilia Romagna Informa
EMILIA ROMAGNA - AMMORTIZZATORI SOCIALI IN DEROGA
IL PATTO DELL'8 MAGGIO 2009
La Regione Emilia-Romagna, UPI e ANCI regionali, organizzazioni sindacali e associazioni imprenditoriali hanno siglato l'8 maggio 2009 un accordo che fissa gli obiettivi e i criteri per salvaguardare la base produttiva, evitare i licenziamenti e dare risposte anche ai lavoratori senza la tutela degli ammortizzatori sociali.
- Il Patto dell’8 maggio 2009
- Requisiti generali
- Durata dei trattamenti
- Accordi quadro
- Modulistica
- Atti di autorizzazione ammortizzatori in deroga
- Convenzione INPS - Emilia-Romagna
- Per saperne di più
- Per informazioni
Fonte: Emilia Romagna Lavoro - www.emiliaromagnalavoro.it
